
“La protesta non è reato”: domani, 14 ottobre, sciopero generale regionale Cgil e manifestazione a Massa, con le conclusioni di Maurizio Landini, contro i Pacchetti Sicurezza, per la libertà di manifestare e in solidarietà alle persone citate in giudizio dopo la manifestazione massese contro il genocidio in Palestina.
A questo tema la Cgil unisce quelli che saranno al centro della manifestazione de “La via maestra” di sabato 17 ottobre a Roma che punta a unire tutte le lotte sociali che sono in campo. Quelle su lavoro, diritto allo studio, alla casa, a una sanità per tutti.
Alla manifestazione di Massa parteciperanno anche i lavoratori della provincia di Arezzo. Pullman partiranno alle 6.30 dal parcheggio Ipercoop di Arezzo; alle 7 da via Poggilupi a Terranuova.
L’astensione avrà una durata pari all’intera giornata di lavoro per tutti i settori pubblici e privati anche in appalto e strumentali, tenuti al rispetto della Legge n. 146/90. Saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore. Lo sciopero esclude il settore scuola, il settore trasporto aereo e, nel settore delle telecomunicazioni, solo i lavoratori di Wind Tre spa. Per quanto riguarda il settore del trasporto ferroviario, si specifica che la fascia oraria per l’esercizio del diritto di sciopero sarà dalle ore 09.01 alle ore 17.00 del giorno 14.10.26, e per quanto riguarda il personale dipendente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco la fascia oraria per l’esercizio del diritto di sciopero sarà dalle ore 08.00 alle ore 14.00 del giorno 14 ottobre.
A Massa, decine di persone – tra giovani, lavoratori, pensionati, sindacalisti ed esponenti della società civile – sono state citate a giudizio per i fatti avvenuti il 3 ottobre 2025 quando, in occasione dello sciopero generale contro il genocidio in Palestina, il corteo raggiunse la stazione ferroviaria di Massa Centro. L’udienza predibattimentale, per il maggior numero di persone coinvolte, è fissata per il 14 ottobre 2026 al Tribunale di Massa.
Commenta Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana: “Siamo e saremo al fianco delle persone coinvolte. Riteniamo inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga affrontato come un problema di ordine pubblico e che l’esercizio della protesta possa tradursi nella criminalizzazione di chi manifesta pacificamente”.
Le rivendicazioni della Cgil Toscana non si rivolgono alla magistratura e ai suoi organismi, ma contestano gli effetti prodotti dai “Pacchetti Sicurezza”, che stanno restringendo gli spazi del dissenso e incidendo sull’esercizio del diritto costituzionale a manifestare.