
Il Valdarno, il mondo politico, le istituzioni locali, regionali e nazionali piangono in queste ore la dolorosa scomparsa di Rolando Nannicini, politico illuminato che ha fatto la storia della città di Montevarchi lungo tutti gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso.
Nannicini si è spento stamani, martedì 13 gennaio, dopo aver combattuto con coraggio contro una grave malattia, all’età di 79 anni.
Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo mese di luglio.
Due volte sindaco di Montevarchi negli anni ’90, la prima volta dopo lo storico ribaltone che gli consegnò la poltrona di sindaco dopo una lotta all’ultimo voto con Felice Torzini della Lista Indipendente e lo storico cambio deciso da Tar e Consiglio di Stato (Torzini rimase in carica circa 6 mesi di tempo), Nannicini fu poi eletto alla Camera dei Deputati per ben tre Legislature consecutive, dal 2001 al 2013, prima per i Ds, poi con l’Ulivo infine con il Partito Democratico.
Brillante docente di Matematica di scuola Superiore, già presidente dell’allora Intercomunale del Valdarno negli anni ’80, Nannicini lascio’ la cattedra di insegnante una volta eletto sindaco della città dei Montevarchi.
Poi il grande balzo nella politica nazionale, con l’elezione a Parlamentare della Repubblica Italiana.
Uomo colto e brillante, dalla parsonalità complessa ed affascinante, Nannicini nel bene e nel male ha lasciato un segno profondo nella storia della comunità locale, gettando ad esempio le basi di quello che sarebbe diventato il futuro, attuale ospedale del Valdarno di Santa Maria alla Gruccia.
“Rolando è stato una figura centrale per la nostra città e per l’intero territorio valdarnese. Ha segnato una stagione importante della vita amministrativa e politica di Montevarchi, guidandola con passione, senso di responsabilità e un legame profondo con la sua comunità. Il suo impegno non è mai stato astratto o distante: nasceva dall’ascolto, dalla conoscenza diretta delle persone e dei bisogni del territorio, che ha sempre portato con sé anche nell’esperienza parlamentare. Montevarchi perde oggi un uomo delle istituzioni che ha saputo rappresentarla con dignità e autorevolezza, contribuendo alla sua crescita civile e democratica. Il suo esempio resta patrimonio prezioso per chi crede nella politica come servizio e responsabilità verso la collettività. Alla famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, va il nostro abbraccio più sincero. Ci stringiamo con affetto e rispetto al loro dolore”, si legge nella nota del PD.
Sara Brogi, segretaria del PD Montevarchi: “Il Partito democratico di Montevarchi perde un punto di riferimento generoso per gli tutti gli iscritti e per le nuove generazioni. Come segretaria sono vicina a tutti gli iscritti che oggi e domani si sentiranno più soli e a Stefania e Tommaso in questo dolore”.
Una nota anche da parte del segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi. “Con la morte di Rolando Nannicini diciamo addio ad una figura politica di grande valore umano e civile, che ha rappresentato un punto di riferimento per la sua comunità e per il mondo democratico toscano. Il suo contributo, sempre improntato al dialogo, al rispetto e animato da un forte senso delle istituzioni e da una sincera passione per l’impegno pubblico, lascia un segno importante nella storia politica e sociale del Valdarno aretino e della Toscana. A nome mio e del Partito democratico della Toscana ci stringiamo con affetto alla famiglia, al figlio Tommaso il cui impegno in politica è guidato dagli stessi valori del padre, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.
Sulla sua morte si è espresso sui social anche l’assessore regionale Filippo Boni: “Rolando apparteneva a una generazione che aveva imparato presto il valore della responsabilità. Prima della politica ci fu la scuola: insegnava matematica, la disciplina della misura e della verità dimostrata. Da lì veniva il suo rigore, la sua diffidenza per le scorciatoie, il rispetto profondo per i fatti. Da sindaco di Montevarchi, negli anni Novanta, per due mandati, governò come si governa una comunità fragile: ascoltando, ricucendo, assumendosi il peso delle decisioni. Quando nel 2001 arrivò in Parlamento, non lasciò il territorio ma lo portò con sé. Deputato dei Democratici di Sinistra, poi de L’Ulivo e del Partito Democratico, lavorò nelle commissioni più complesse, quelle dove i numeri diventano destino, con serietà e dedizione silenziosa. Non era uomo di proclami. Aveva una statura paterna, una autorevolezza che nasceva dall’affidabilità. Credeva che la politica fosse un servizio esigente, non un palcoscenico. E questa convinzione l’ha attraversata tutta, fino alla fine”.
Anche Enzo Brogi sui social ha espresso cordoglio: “Lascia un segno profondo nella comunità della nostra provincia e, in modo speciale, nel Valdarno. Un segno fatto di idee, passione, presenza concreta. È stato un uomo che ha attraversato la propria vita e quella degli altri con intensità, responsabilità e un impegno mai formale. Professore amato dai suoi studenti, capace di accendere curiosità e coscienze; sindaco autorevole, che ha saputo offrire alla sua città Montevarchi visione, concretezza e opportunità; parlamentare che ha vissuto la politica con lucidità e senso profondo delle Istituzioni. Il nostro rapporto non è stato sempre semplice. Abbiamo condiviso la stessa appartenenza politica, ma con posizioni talvolta diverse e caratteri e stili lontani, anche con spigolosità l’uno per l’altro, soprattutto per una vicenda che molti anni fa ci coinvolse e ci divise profondamente. In quegli anni il confronto è stato talvolta senza sconti, perché entrambi credevamo fino in fondo nelle idee che difendevamo. Eppure, anche nei momenti più aspri, non è mai venuto meno il rispetto. Negli ultimi anni, però, ci eravamo ritrovati. Con più ascolto, con una simpatia nuova e sincera, con la consapevolezza di obiettivi comuni da costruire insieme per il nostro Valdarno. Come se il tempo avesse fatto sedimentare le differenze, lasciando emergere ciò che davvero contava: il bene delle comunità, il senso del servizio, la responsabilità verso il futuro. Oggi custodiamo il dolore per una perdita grande e autentica. Resta l’eredità di un uomo che ha insegnato, amministrato e rappresentato con grande impegno, e che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto, con lui ha discusso, ha lavorato, ha condiviso un pezzo di strada”.
