
Le forze riformiste, socialiste, liberali e civiche del territorio si uniscono nel segno del rinnovamento e avviano a Figline e Incisa Valdarno un percorso politico e programmatico in vista delle prossime elezioni amministrative, indicando in Enrico Buoncompagni la figura a cui chiedere la disponibilità a candidarsi a sindaco per dare una svolta alla città, puntando su concretezza, esperienza e rinnovamento.
Casa Riformista — che riunisce Italia Viva e Più Europa —, Partito Socialista, Azione, Partito Liberaldemocratico, Partito Liberale e Partito Repubblicano, hanno deciso di costruire una proposta alternativa e credibile per il futuro della comunità, fondata sui valori del riformismo, della buona amministrazione e dell’ascolto dei cittadini.
Per questo le forze promotrici del progetto riformista hanno rivolto al civico Enrico Buoncompagni la richiesta di rendersi disponibile come candidato sindaco. Una proposta che nasce dalla sua esperienza politico-amministrativa maturata sul territorio, dal lavoro svolto per raccogliere e rappresentare i bisogni della comunità e dall’impegno costante nel coinvolgere nuove energie e giovani nella vita pubblica.
Il Partito Democratico di Figline e Incisa ha scelto il proprio candidato sindaco senza alcuna vera condivisione, costruendo una coalizione chiusa al confronto con le realtà civiche, con i socialisti e con tutta quell’ampia area riformista che, come dimostrato dalle ultime elezioni amministrative e regionali, rappresenta sul territorio una componente politica rilevante. A Figline e Incisa il PD ha preferito chiudersi e guardare al passato piuttosto che aprire una stagione nuova, che avrebbe potuto nascere solo rimettendo in discussione alcune scelte sbagliate del precedente mandato.
Scelte come quella del passaggio alla Taric avviata senza la necessaria chiarezza sulla composizione e sui costi della nuova tariffa; la mancata attenzione alle numerose richieste dei cittadini per un sistema di raccolta dei rifiuti più equilibrato, che affianchi al porta a porta cassonetti di ultima generazione, con l’obiettivo di ridurre i costi, facilitare la vita di imprese e famiglie, migliorare il decoro urbano sono gli ultimi esempi.
Perché più in generale, in questi anni è mancato un progetto autentico di rinnovamento per il nostro comune: un progetto che metta davvero al centro i bisogni concreti della comunità, dalla qualità dei servizi al rilancio dei centri storici e del commercio locale, dalla rigenerazione urbanistica alla valorizzazione delle frazioni, fino agli investimenti sulle scuole e al miglioramento complessivo della qualità della vita. E’ mancato una visione ed un percorso che desse a Figline Incisa un ruolo centrale nel Valdarno e nella Città metropolitana di Firenze.
Figline e Incisa merita una nuova stagione amministrativa, capace di segnare una vera discontinuità rispetto a una politica che negli ultimi anni non è certamente stata in grado di ascoltare come serve il territorio. Serve vera passione e dedizione.
Non servono più decisioni calate dall’alto o logiche di palazzo, “cavalli di ritorno”. Serve invece valorizzare le realtà civiche e riformiste che, con concretezza e spirito di servizio, vogliono costruire il futuro della comunità. Queste caratteristiche, unite al sostegno delle forze politiche promotrici — alcune delle quali protagoniste nel governo della Regione Toscana — rappresentano una base solida per avviare una nuova fase per Figline e Incisa.
Adesso è il momento del rinnovamento
