
Una scolaresca in gita a Montevarchi, bambini entusiasti per un giorno di scuola diverso, l’entusiasmo per “il Gioco del Pozzo” che fa breccia anche nel cuore dei più piccoli.
Sono gli ingredienti di una piccola e significativa storia raccontata da Alberto Caponi, membro del Rione di Santa Maria, in un bel post su Facebook che menziona anche noi. Leggiamolo insieme:
” Ho incrociato una scolaresca delle elementari, forse una terza, in visita a Montevarchi. Erano arrivati con il treno e si dirigevano diligentemente verso via dei Musei, tutti in fila con i loro cappellini arancioni. Abbiamo camminato insieme solo per pochi metri, ma mi è bastato per cogliere i loro commenti.
All’inizio qualcuno era confuso: «Ma dove siamo? Ad Arezzo?». Poi un altro, leggendo la targa in Piazza Vittorio Veneto, ha esclamato: «No, siamo a Montevarchi!». A quel punto è scattata la scintilla: «Ah sì, allora c’è il Pozzo! Maestra, ci porti a vedere il Gioco del Pozzo?». La maestra ha risposto: «No bambini, oggi andiamo a vedere il Mammut» “
il post si conclude con alcune considerazioni –” Se da un lato il Museo Paleontologico con il suo Mammut resta una meta d’eccellenza, dall’altro è chiaro che il lavoro dei Quartieri ha creato un brand culturale che arriva anche ai più piccoli. Questo successo con risonanza regionale ormai, confermato dai grandi numeri delle dirette di TV1, deve renderci orgogliosi e spingerci a fare ancora meglio per il nostro territorio. W Montevarchi! ”
