
“Togliere l’addizionale è un obiettivo che il presidente Giani si è posto. Verificheremo se ci sono le condizioni per farlo. Ovviamente noi dobbiamo prima di tutto garantire assistenza e servizi di qualità ai cittadini, soprattutto quelli che riguardano la salute delle persone, e lo facciamo in un contesto difficile perché è un contesto in cui le risorse nazionali su cui il sistema poggia sono sempre più fragili, sempre più incerte, sempre minori in termini quantitativi”. Lo ha detto Monia Monni, Assessora alla Salute della Regione Toscana, al suo arrivo al 20° Forum Risk Management in Sanità ad Arezzo, dove oggi pomeriggio parteciperà all’incontro con gli Assessori Regionali alla Salute, dal titolo “Verso un nuovo Piano Sanitario Nazionale”.
“Intanto – ha spiegato Monni – dobbiamo chiudere bene questo bilancio e lo faremo. Questo nuovo assessorato sarà misurato sul prossimo di bilanci, interverremo per razionalizzare ulteriormente il sistema e la spesa. Non è un tema facilissimo perché la nostra è una regione virtuosa, non è la regione degli sprechi e quindi quando si va a tagliare bisogna stare attenti a non diminuire il livello di qualità e di quantità dei servizi. Lo faremo nel corso del prossimo anno”.
Parlando poi delle liste di attesa e di come intenda agire per ridurle, l’assessora Monni ha detto che “certamente la creazione di una sanità territoriale efficace ed efficiente, dove i cittadini trovino risposte immediate a tutti i loro bisogni sarà un filtro importante rispetto agli ospedali e sarà anche un moltiplicarsi dei punti dove si possono trovare risposte. ??Il primo punto è questo, poi bisogna valorizzare il personale. Uno dei nostri obiettivi è quello di prenderci cura di chi ci cura, perché il sistema sanitario sono certamente le nostre strutture, ma sono soprattutto le nostre operatrici e i nostri operatori, e dobbiamo fare in modo di valorizzarli anche quando scelgono di andare in posti dove si va meno volentieri, perché ci sono meno possibilità di progressioni di carriera o perché è difficile arrivarci o perché sono appunto luoghi montani o luoghi più distanti dalle loro vite e questo lo faremo con grande attenzione”.
Riguardo all’umanizzazione delle cure, poi, la neo eletta assessora ha detto: “la ritengo fondamentale perché cura non è soltanto la riparazione, non è soltanto il senso medico della parola, ma è la presa in carico totale, è l’assistenza, è il supporto, è la relazione, e credo che sia fondamentale dire alle nostre cittadine ai cittadini che noi li guardiamo e sappiamo che non sono soltanto la malattia che hanno e vogliamo creare una relazione solida insieme a loro, relazione che passa appunto da un’umanizzazione delle cure che vengono offerte e, per quanto mi riguarda, anche dall’avere cura di chi ci cura tutti i giorni”.
