L’assessore Boni sul futuro del punto nascita dell’ Ospedale della Gruccia: “Questo è il momento del senso di responsabilità collettivo”

L’assessore Regionale Filippo Boni condivide sui social una riflessione sul tema del punto nascita dell’Ospedale della Gruccia e sul suo futuro.
Innanzitutto ricostruisce in 7 punti  alcuni aspetti sui quali, secondo l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture, serve fare chiarezza:
1. Dal 2022 il punto nascite dell’ospedale della Gruccia registra un numero di nati inferiore alla soglia minima prevista dalla normativa nazionale, pari a 500 parti annui.
2. Nonostante ciò, la Regione Toscana ha sempre richiesto la deroga ministeriale ogni anno per consentirne il mantenimento in funzione nonostante il numero dei parti fosse sotto soglia, senza che a oggi sia stata concessa una deroga ministeriale favorevole.
3. Nell’estate scorsa, il Comitato Percorso Nascita nazionale del Ministero della Salute ha espresso parere negativo alla prima richiesta di deroga avanzata dalla Regione.
4. Con delibera del 30 dicembre, la Regione ha preso formalmente atto, come previsto dalla legge, del parere negativo del Ministero.
5. Il Presidente Eugenio Giani, nonostante ciò, ha comunque sempre ribadito la ferma volontà di salvaguardare il presidio, chiedendo ufficialmente al Ministero, tramite una lettera formale, di rivedere il parere negativo viste le potenzialità del territorio e di abbassare la soglia minima da 500 a 400 nati annui per i punti nascita dell’intera Regione.
6. Chi ha davvero a cuore l’ospedale del Valdarno e il suo punto nascita, così come tutti gli altri punti nascita toscani sotto soglia, dovrebbe evitare in questo momento letture parziali e contrapposizioni politiche, concentrandosi sull’obiettivo comune.
7. È auspicabile che tutte le forze politiche, di centrodestra e centrosinistra, agiscano in modo unitario per chiedere al Ministero di riconsiderare la propria posizione e di rivedere i parametri previsti, garantendo la massima sicurezza alle gestanti.
Il post si conclude con un appello:“Questo non è il momento dei botta e risposta né delle polemiche, ma del senso di responsabilità collettivo necessario per tutelare un servizio fondamentale per il territorio”