La Guardia di Finanza di Arezzo sequestra hashish spedito per posta.

La Guardia di Finanza di Arezzo sequestra hashish spedito per posta.

Oltre quattro chilogrammi di hashish sequestrati e due persone arrestate. È il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Arezzo, che ha stroncato un canale di approvvigionamento di droga proveniente dall’estero e basato sulle consegne tramite corriere privato.

L’indagine è partita dal monitoraggio costante del flusso di merci movimentato dai corrieri privati sul territorio aretino, un settore che a volte viene sfruttato in modo illecito per il traffico di sostanze stupefacenti. Insospettiti da alcuni movimenti, i militari del Gruppo di Arezzo hanno individuato due plichi postali anomali partiti dalla Spagna e indirizzati a un locker (armadietto automatico per il ritiro pacchi) della città. A rendere i pacchi sospetti erano anche i nominativi dei destinatari, risultati essere falsi e fittiziamente residenti nella provincia.

Per scoprire chi ci fosse realmente dietro la spedizione, le Fiamme Gialle hanno organizzato un mirato servizio di appostamento nei pressi del punto di ritiro. L’attesa ha dato i suoi frutti quando i reali destinatari — un cittadino italiano e uno di nazionalità albanese — si sono presentati per ritirare i pacchi.

All’interno dei plichi i militari hanno scoperto e sequestrato 4.140 grammi di hashish. L’operazione è stata poi estesa con perquisizioni personali e domiciliari, che hanno permesso di consolidare il quadro accusatorio.

Per i due uomini sono scattati l’arresto e la denuncia in base all’articolo 73 del D.P.R. 309/1990 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti). Su disposizione dell’autorità giudiziaria, per entrambi sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’operazione rientra nell’ambito dei controlli economici del territorio disposti dal Comando Provinciale, a conferma del costante presidio della legalità da parte della Guardia di Finanza nel territorio aretino.

Come previsto dalle normative vigenti e autorizzato dalla Procura della Repubblica di Arezzo, si precisa che i provvedimenti sono stati adottati nella fase delle indagini preliminari e che, in attesa di un giudizio definitivo, per gli indagati vige la presunzione di innocenza.

Redazione Tv1

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